Con la pubblicazione in G.U n. 135 del decreto 8/6/2021 n. 79,  viene istituito, in forma temporanea da luglio a dicembre 2021, l’annunciato “Assegno Unico” per le famiglie con figli, che istituisce un contributo indirizzato a disoccupati, incapienti, lavoratori autonomi che non hanno attualmente gli ANF.

L’art. 5 del sopra richiamato decreto, istituisce anche una maggiorazione straordinaria a beneficio dei nuclei destinatari degli ANF.

Entrambi le misure, da considerarsi parallele e incompatibili tra di loro, accompagneranno le famiglie all’ìntroduzione dell’assegno unico che, salvo proroghe, partirà dal 1 gennaio 2022 con un’unica misura universale.

Assegno Unico

Dal 2022 quindi, l’Assegno Unico diventerà lo strumento che sostituirà le seguenti prestazioni a sostegno dei nuclei familiari con figli:

  • assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori (art. 65 Legge n. 448/1998);
  • assegno di natalità (da ultimo previsto dall’art. 1, comma 340 Legge n. 160/2019);
  • premio alla nascita (art. 1, comma 353 Legge n. 232/2016);
  • fondo di sostegno alla natalità (art. 1, commi 348 e 349 Legge n. 232/2016);
  • detrazioni fiscali (art. 12, commi 1, lettera c), e 1-bis, del TUIR, DPR n. 917/1986);
  • assegno per il nucleo familiare (art. 2 D.L. n. 69/1988);
  • assegni familiari (testo unico delle norme concernenti gli assegni familiari, DPR n. 797/1955).

Per poter accedere all’assegno “temporaneo”, il nucleo familiare del richiedente deve essere in possesso di un ISEE inferiore a 50.000 euro annui ed il richiedente deve rispettare uno dei seguenti requisiti:

  • essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea, o suo familiare titolare del diritto di soggiorno;
  • essere cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea, in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno semestrale;
  • essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  • essere domiciliato o residente in Italia e avere i figli a carico sino al compimento del diciottesimo anno d’età;
  • essere residente in Italia da almeno 2 anni, anche non continuativi, oppure essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale.

L’assegno viene corrisposto per ciascun figlio minore in base al numero dei figli stessi e alla situazione economica della famiglia attestata dall’ISEE sulla base della tabella allegata al D.L. 79/2021, che individua i livelli di Isee e gli importi mensili per ciascun figlio minore.

Gli importi risultano decrescenti al crescere del livello dell’ISEE.

L’assegno “ponte” è compatibile con il Reddito di cittadinanza e con la fruizione di eventuali altre misure a favore dei figli a carico erogate dalle Regioni e dai Comuni.

È possibile richiedere l’assegno unico temporaneo all’INPS, una sola per ciascun figlio, presentando la domanda attraverso:

  • il portale web dell’INPS, alla pagina dedicata;
  • il Contact Center Integrato, chiamando il numero verde 803.164;
  • un Patronato, utilizzando i servizi gratuiti.

L’assegno Unico spetta a decorrere dal mese di presentazione della domanda stessa. Per le domande presentate entro il 30 settembre 2021, sono corrisposte le mensilità arretrate a partire dal mese di luglio 2021.

Maggiorazione ANF 

Come sopra precisato, lo stesso decreto 79 ha previsto anche, per il periodo da luglio 2021 a 31 dicembre 2021 e per i lavoratori dipendenti del settore privato ed i lavoratori iscritti alla Gestione Separata, una maggiorazione degli ANF già in vigore,  nelle seguenti misure:

  • 37,50 euro per ciascun figlio in favore dei nuclei familiari fino a due figli;
  • 55,00 euro per ciascun figlio in favore dei nuclei familiari di almeno tre figli.

La maggiorazione è riconosciuta a tutti i nuclei familiari che percepiscono, sulla base della composizione e del numero i componenti del nucleo familiare e in relazione ai livelli reddituali del reddito complessivo del nucleo stesso, un importo di ANF superiore a zero.

La maggiorazione è riconosciuta anche in presenza di figli maggiorenni inabili a un proficuo lavoro, oltre che di figli con età compresa tra i 18 e i 21 anni se studenti o apprendisti e appartenenti a nuclei numerosi.

I lavoratori dipendenti del settore privato possono inoltrare la domanda telematica di assegno per il nucleo familiare per il periodo valido dal 1° luglio 2021 al 30 giugno 2022, utilizzando la specifica procedura presente sul portale dell’Istituto.

 

Il D.L 30 giugno 2021 n. 99, in pari data pubblicato in G.U n. 155 e recante “Misure urgenti in materia fiscale, di tutela del lavoro, dei consumatori e di sostegno alle imprese”, presenta importanti novità nel settore del lavoro.
In particolare:

  • art. 4 comma 1 – viene prevista la possibilità, fino al 31/12/2021 di prorogare di 6 mesi (art. 44, comma 1 bis, D.L. 109/2018) i trattamenti di integrazione salariale straordinaria per crisi aziendale in favore delle aziende del settore aereo (art. 94, commi 2 e 2 bis, del D.L. n. 18/2021).

 

  • art. 4 commi 2, 4, 5 – viene prevista la possibilità per i datori di lavoro delle industrie tessili, delle confezioni  di articoli di abbigliamento e di articoli in pelle e pelliccia e delle fabbricazioni di articoli in pelle e simili contraddistinte da codice Ateco che inizia per 13, 14 e 15, di richiedere l’intervento della Cassa Integrazione Ordinaria e Assegno Ordinario di cui agli articoli 19 e 20 del D.L. n. 18/2020, per i lavoratori in forza alla data del 30 giugno 2021 per una durata massima di 17 settimane nel periodo compreso tra il 1° luglio e il 31  ottobre  2021, senza versamento del contributo addizionale.
    Per le predette aziende rimane comunque precluso, fino al 31 ottobre 2021 l’avvio delle procedure di licenziamento collettivo, comprese quelle avviate dopo il 23/2/2020 (di cui agli articoli 4, 5 e 24 della Legge 23 luglio 1991, n. 223) nonché la facoltà di recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo (art. 3, L. 15 luglio 1966,  n. 604),  fatte salve le ipotesi in cui il personale interessato dal recesso, già impiegato nell’appalto, sia riassunto a seguito di subentro di  nuovo appaltatore in forza di legge, di contratto collettivo  nazionale  di lavoro o di clausola del contratto di  appalto.

Le predette preclusioni non operano nelle ipotesi:

  • di licenziamenti  motivati  dalla  cessazione definitiva  dell’attività dell’impresa;
  • di cessazione definitiva  dell’attività di  impresa  conseguente alla  messa in liquidazione della  società senza continuazione,  anche  parziale, dell’attività;
  • nei casi in cui nel corso della liquidazione  non  si configuri la cessione di un complesso di beni o attività che possano configurare un trasferimento d’azienda o di un ramo di essa (art. 2112 Codice  civile);
  • di accordo collettivo aziendale,  stipulato dalle organizzazioni  sindacali comparativamente  più  rappresentative a livello nazionale,  di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro,  limitatamente  ai lavoratori che aderiscono al predetto accordo;
  • di fallimento, quando  non sia previsto l’esercizio provvisorio dell’impresa o ne  sia  disposta la cessazione.

 

  • art. 4, comma 8. Viene prevista la possibilità di richiedere un ulteriore trattamento straordinario di integrazione salariale in deroga, per un massimo di 13 settimane fruibili fino al 31 dicembre 2021, in favore dei datori di lavoro privati che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19 (come individuati all’art. 8, comma 1, Decreto Sostegni, D.L. n. 41/2021 ovvero datori di lavoro che possono accedere alla CIGO e CIGS,) e che non possono ricorrere ai trattamenti di integrazione salariale previsti dal D.Lgs. n. 148/2015.

Alle aziende che accedono al sopra indicato trattamento di integrazione salariale, per la durata del trattamento fruito entro il 31 dicembre 2021è precluso l’avvio delle procedure di licenziamento per giustificato motivo oggettivo con le medesime modalità e le esclusioni richiamate nel paragrafo precedente.

 

 

Entro il prossimo 31 maggio i datori di lavoro che, a seguito della chiusura aziendale per ferie collettive, intendono valersi del differimento contributivo, devono presentare una apposita domanda all’Inps.

Come precisato dall’INPS con circolare del 24/4/1980 n. 90, per ferie collettive si intendono i periodi in cui l’Azienda stabilisce la chiusura e la sospensione di ogni attività e di conseguenza l’impossibilità materiale di effettuare gli adempimenti contributivi nei termini di legge.
Le ferie rappresentano quel periodo di riposo che l’azienda è tenuta, per legge o per contratto, a concedere ai propri dipendenti mediante chiusura dell’esercizio, dello stabilimento, dell’ufficio, in tutte le sue articolazioni.
Tale significato non viene meno, qualora durante il periodo feriale si renda comunque necessaria la presenza di personale preposto alla manutenzione degli impianti o personale addetto a lavorazioni che si effettuino a ciclo continuo, purché la generalità del personale rimanente non sia in servizio per usufruire del periodo di riposo per ferie.
il beneficio del differimento può essere concesso per una sola volta all’anno anche se la chiusura per ferie collettive si è protratta per meno di un mese. Deve naturalmente persistere una difficoltà oggettiva ad effettuare i versamenti a scadenza in conseguenza della chiusura.
Precisiamo che il differimento per ferie collettive non è possibile in relazione ai contributi da versare alla Gestione Separata.
Sulla somma versata saranno dovuti gli interessi di differimento.
Lo Studio rimane a disposizione per ulteriori informazioni e per l’espletamento della pratica.

 

 

 

 

Scritta il 20/05/2021 da Studio Tremolada e Associati

Il 14 marzo 2020, il Governo e le parti sociali si erano incontrati per predisporre un protocollo d’intesa volto a fornire alle aziende una traccia per il contenimento del rischio di contagio, che fu successivamente aggiornato il 24 aprile 2020.

Il 6 aprile 2021, hanno provveduto ad un ulteriore aggiornamento di cui riportiamo di seguito le principali novità, come per i protocolli precedenti, trovano applicazione esclusivamente per aziende non del settore sanitario.
Di seguito i principali punti del protocollo in questione:

IN CONTINUITA’ CON LE VERSIONI PRECEDENTI

  1. Massimo utilizzo del lavoro agile;
  2. Incentivazione di ferie e permessi volti a ridurre la presenza di persone in azienda;
  3. Sospensione delle attività nei reparti non essenziali alla produzione;
  4. Adozione di protocolli anti-contagio;
  5. Sanificazione degli ambienti di lavoro;
  6. Limitazione degli spostamenti all’interno della singola sede;
  7. Adozione di protezione delle vie respiratorie nei locali condivisi.

PRINCIPALI NOVITA’

  1. La riammissione sul lavoro di lavoratori risultati positivi è possibile solo a seguito di tampone (molecolare o antigenico) anche superati i 21 giorni.

Questa precisazione nasce dal fatto che la Circolare di ottobre 2020, relativamente ai c.d. lunghi positivi, aveva previsto il termine dell’isolamento dopo 21 giorni.

  1. Viene ribadito che, sebbene l’isolamento finisca al 21-esimo giorno, il lavoratore potrà tornare al lavoro solo con tampone negativo;
  2. Obbligo di utilizzo della mascherina in tutti gli ambienti di lavoro condivisi.

Il protocollo del 24 aprile aveva introdotto l’obbligo di mascherina negli spazi comuni, oltre che in tutti i casi di mancato rispetto del distanziamento. La nota di commento di Confindustria aveva indicato che, per spazi comuni, si intendevano quelli di cui al punto 7 (mensa, spogliatoi, aree fumatori, aree break) lasciando quindi liberi i locali di lavoro. Con questo aggiornamento, si ha l’obbligo di indossare la mascherina in qualsiasi ambiente di lavoro salvo dove si possa dimostrare l’effettivo isolamento del lavoratore;

  1. Viene inserita la possibilità di trasferte anche all’estero da svolgersi, però, in base a specifiche considerazioni in base al contesto;
  2. Permessa la formazione in presenza purché svolti in azienda;
  3. Nel caso di ricovero ospedaliero per il soggetto positivo, è prevista la visita medica di rientro, indipendentemente dalla durata dell’assenza, quindi anche per meno di 60 gg.

 

 

 

Documentazione

Scritta il 08/04/2021 da Studio Tremolada e Associati

In data 5 febbraio 2021 è stata stipulata, tra FEDERMECCANCIA, ASSISTAL, FIOM – CGIL, FIM – CISL, UILM – UIL, l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL 26 novembre 2016 (con stesura definitiva del 19 luglio 2017) per i dipendenti dalle industrie metalmeccaniche private e della installazione di impianti, scaduto il 31 dicembre 2019.

La validità dell’accordo decorre dal 5 febbraio 2021 al 30 giugno 2024, sia per la parte economica che per quella normativa.

Tra le principali novità, evidenziamo:

NUOVO INQUADRAMENTO PROFESSIONALE

A far tempo dal 1 giugno 2021 è previsto un nuovo sistema di inquadramento professionale dei lavoratori che contempla una classificazione unica articolata su 9 livelli ricompresi in quattro “campi professionali” identificatori di diverse responsabilità di ruolo.

Campo D: RUOLI OPERATIVI (livelli D1 e D2, ex livelli 2° e 3°);

Campo C: RUOLI TECNICO SPECIFICI (livelli C1, C2 e C3, ex livelli 3S, 4° e 5°);

Campo B: RUOLI SPECIALISTICI E GESTIONALI (livello B1, B2 e B3, ex livelli 5S, 6 e 7);

Campo A: RUOLI DI GESTIONE DEL CAMBIAMENTO ED INNOVAZIONE (livello A1, ex livello 8° – quadro).

A far data dal 1 giugno 2021, viene quindi eliminato 1° livello di inquadramento contrattuale con conseguente riclassificazione per tutti i lavoratori, in forza al 31 maggio 2021, inquadrati in tale categoria, nel livello D1.

Tabella comparativa:

Livelli attuali Campi professionali Nuovi livelli
Eliminazione 1° livello
  D     RUOLI OPERATIVI D1
D2
3° S   C    RUOLI TECNICO SPECIFICI C1
C2
C3
5° S   B      RUOLO SPECIALISTICI GESTIONALI B1
B2
B3
A     RUOLI DI GESTIONE DEL CAMBIAMENTO E INNOVAZIONE A1

Ai fini della classificazione nelle categorie legali di operaio ed impiegato, si considera la prevalenza di attività manuale o operativa nell’esercizio del ruolo, indipendentemente dal livello di inquadramento. Rispetto ai lavoratori c.d. intermedi continuano a trovare applicazione i trattamenti in atto.

Per lavoratori direttivi si intendono i lavoratori con funzioni gerarchiche o dotati di autonomia tecnica organizzativa in funzione del relativo livello di inquadramento.

NUOVO TRATTAMENTO RETRIBUTIVO

E’ previsto un aumento medio a regime di euro 124,65 lordi mensili al livello C3 (ex 5^ categoria) in quattro tranches così distribuite:

  • 12,65 euro mensili già ricevute a giugno 2020, durante l’ultrattività del contratto 2016, scaduto;
  • 112,00 euro mensili al 3° livello, riparametrati sui vari livelli, che verranno erogati nel corso dei prossimi 3 anni entro le date rappresentate nella seguente tabella e che costituiscono un aumento del 6,15% del salario.

Di seguito si riporta la tabella con gli incrementi dei minimi per livello:

Livello 1ª tranche 2ª tranche 3ª tranche 4ª tranche TOTALE
dal 1° giugno 2021 dal 1° giugno 2022 dal 1° giugno 2023 dal 1° giugno 2024
D1 20,18 20,18 21,79 28,25 90,40
D2 22,38 22,38 24,17 31,33 100,26
C1 22,86 22,86 24,69 32,01 102,42
C2 23,34 23,34 25,21 32,68 104,57
C3 25,00 25,00 27,00 35,00 112,00
B1 26,80 26,80 28,94 37,52 120,06
B2 28,75 28,75 31,05 40,25 128,80
B3 32,10 32,10 34,66 44,93 143,79
A1 32,86 32,86 35,49 46,01 147,22

Resta confermata la possibilità di assorbimento con le modalità previste dal CCNL 26 novembre 2016.

 

WELFARE

Nessuna variazione per l’importo di welfare contrattuale da mettere a disposizione dei lavoratori che rimane pari a euro 200,00 annui.

FONDO COMETA

E’ stato previsto un aumento del contributo (dal 2% al 2,2%) dal 1 giugno 2021 per i lavoratori con età inferiore a 35 anni che si iscriveranno al Fondo Cometa.

METASALUTE

L’assistenza integrativa sanitaria “Metasalute”  viene estesa ai pensionati che hanno maturato i  requisiti pensionistici dopo il 1/1/2020, già iscritti al fondo per almeno 2 anni, con importo a loro totale carico.

FORMAZIONE:

Nell’arco di ogni triennio le aziende coinvolgeranno i lavoratori in forza a tempo indeterminato e a tempo determinato con durata del contratto non inferiore a 9 mesi, in percorsi di formazione continua della durata di 24 ore pro capite, in relazione al fabbisogno formativo.

Alla fine del 2° anno del triennio ai lavoratori per i quali, in virtù della formazione già effettuata o programmata nel 3° anno, non risultino utilizzate le 24 ore previste, saranno riconosciute quelle mancanti per partecipare ad iniziative di formazione continua.

I lavoratori al rientro da un’assenza continuativa pari o superiore a 6 mesi (ridotti a 5 mesi nel caso di assenza per congedo di maternità) potranno esercitare il suddetto diritto a partire dalla data di rientro in attività ovvero prioritariamente saranno inseriti, laddove coerente con la professionalità del lavoratore, in piani aziendali già programmati.

Sarà possibile utilizzare le 24 ore oltre i limite temporale del triennio ma entro i 6 mesi successivi. Al termine di tale periodo le stesse decadranno.

Le ore non effettuate nel periodo 2016-2019 potranno essere utilizzate entro il 31/12/2021.

Il finanziamento dei servizi per la formazione, nell’attuale vigenza contrattuale, avverrà mediante un contributo aziendale una tantum pari a 1,50 euro per dipendente, da versare nel mese di luglio 2021, con modalità successivamente concordate tra le parti. Al fine del calcolo del contributo sarà considerato il personale in forza a tempo indeterminato al 31 dicembre 2020.

APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE

Viene introdotta la percentualizzazione, con percentuali pari all’85%, 90% e 95% della retribuzione del livello di inquadramento dei 3 periodi di uguale durata dell’apprendistato previsti dal CCNL.

LAVORO AGILE

È affidato a una Commissione paritetica a livello nazionale il compito di declinare il quadro normativo del lavoro agile.

In particolare, entro la stesura del nuovo Ccnl la Commissione dovrà definire i concetti di “diritto alla disconnessione”, “diritti sindacali”, tutela della privacy, strumenti di lavoro informatici e diritto alla formazione, in un’ottica di parità di trattamento, così come previsto dalla L. 81/2017.

SALUTE E SICUREZZA

E’ previsto un incremento delle attività sviluppate dalla Commissione nazionale a partire dalle linee guida sottoscritte nel 2018 per promuovere la prevenzione nelle aziende, sviluppando anche linee guida sui temi della sicurezza e “Vademecum per l’invio dei lavoratori all’estero”.

Sono stati inoltre previsti:

  • la realizzazione di break formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro, che rappresentano, in buona sostanza, una formazione di 15-20 minuti, nelle postazioni e durante l’orario di lavoro. I break hanno ad oggetto rischi correlati alla propria mansione, al luogo di lavoro, alle attrezzature e alle relative procedure operative di sicurezza
  • il coinvolgimento delle RSU  per l’analisi  delle malattie professionali e possibili interventi per ridurre l’incidenza;
  • l’analisi in azienda dei quasi infortuni e delle situazioni di pericolo, nell’intento di individuare opportune misure gestionali.
  • raccolta e segnalazione dei “quasi infortuni” e dei comportamenti insicuri tramite collaborazione tra RSPP, RLS e lavoratori

MISURE PER LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA DI GENERE

Per le lavoratrici inserite in un percorso di protezione è previsto il diritto ad assentarsi  per un periodo retribuito massimo di 6 mesi fruibile su base oraria o giornaliera nell’arco di tre anni. Le lavoratrici interessate hanno inoltre il diritto:

  • al part-time, anche temporaneo, e ad agevolazioni nella flessibilità oraria e nello Smart working;
  • alla formazione al rientro dal periodo di assenza ed alla precedenza  nei piani formativi programmati;
  • al trasferimento alle stesse condizioni economiche e normative, se vi sono più sedi di lavoro, ove possibile
  • ad accordi speciali, fatto salvo il totale rispetto della privacy, di accordi su Ferie e Par solidali.

Le aziende dovranno:

  • dichiarare inaccettabile ogni atto o comportamento di molestia o violenza nel luogo di lavoro,
  •  adottare adeguate misure nei confronti di chi li attua, come definito dall’accordo quadro sottoscritto  il 25 gennaio 2016;
  • attivarsi per sensibilizzare i lavoratori su questo tema.

 

Scritta il 03/04/2021 da Studio Tremolada e Associati

In  Gazzetta  Ufficiale  n.  51  del  1  marzo  2021  è  stata  pubblicata  la  Legge  n.  21  del  26 febbraio  2021  (Milleproroghe  2021) .

Di particolare interesse per quanto riguarda la materia di lavoro, segnaliamo:

  • la proroga a tutto il 30  aprile 2021, della procedura semplificata di comunicazione al Ministero del Lavoro, del lavoro agile (smart working). Giova tuttavia ricordare che la procedura semplificata non prevede l’obbligo di stipulare con il lavoratore l’accordo individuale previsti dalla Legge n. 81/2017 ma contempla comunque  l’obbligo di consegnare al lavoratore agile ed al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS),  un’informativa  da  cui  risultino  i  rischi  generali  e  i  rischi  specifici  connessi  alla particolare  modalità  di  esecuzione  della  prestazione.

 

  • Il differimento al 31 marzo 2021 di tutte le domande di cassa integrazione ordinaria e in deroga, di assegno ordinario (ASO), dei Fondi di solidarietà bilaterali di cui agli articoli 26 e 40 del D.lgs n. 148/2015, del Fondo di integrazione salariale (FIS), nonché la cassa integrazione speciale per gli operai agricoli (CISOA) connesse all’emergenza da Coronavirus,  i cui termini di trasmissione sono scaduti al 31 dicembre 2020. Pertanto sono differiti i termini decadenziali per le domande Covid-19 scadute nell’anno passato, fino al 30 novembre 2020.   L’INPS, con il messaggio n. 1008 del 9 marzo 2021 ha dettato le modalità operative a riguardo.

 

  • Il differimento al 31 marzo 2021, della trasmissione dei dati necessari per il pagamento diretto da parte dell’Inps, dei trattamenti relativi agli ammortizzatori sociali sopra evidenziati e connessi all’emergenza da COVID-19 i cui termini di decadenza sono scaduti entro il 31 dicembre 2020. Trattasi pertanto delle trasmissioni riferite a eventi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa terminati a novembre 2020 ovvero a quelli la cui autorizzazione è stata notificata all’azienda entro il 1° dicembre 2020.

 

  • La proroga al 30 aprile 2021 delle disposizioni di cui:

 

    • all’articolo  16,  commi  1  e  2,  del  DL  n.  18/2020,  ai  sensi  del  quale  le mascherine chirurgiche   reperibili   in   commercio   sono   considerate   dispositivi   di   protezione individuale (DPI) per tutti i lavoratori e i volontari, sanitari e no, nonché per i lavoratori addetti   ai   servizi   domestici   e   familiari   che   nello   svolgimento   dell’attività   sono impossibilitati a mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro;

 

    • all’articolo 83 del DL n. 34/2020, che dispone l’avvio della sorveglianza sanitaria eccezionale dei lavoratori maggiormente esposti a rischio contagio, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, anche da patologia da COVID 19, o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o comunque da comorbilità che possono causare una maggiore rischiosità. Si ricorda che la sorveglianza sanitaria eccezionale deve essere effettuata dal medico competente nominato dal datore di lavoro. I datori di lavoro che non hanno l’obbligo di nominare il medico competente possono richiedere la prestazione ai medici del lavoro dell’INAIL

 

Scritta il 11/03/2021 da Studio Tremolada e Associati

Entro il 31 gennaio 2021 le aziende che hanno utilizzato, nel corso del 2020 (1° gennaio – 31 dicembre), lavoratori tramite le agenzie di somministrazione, dovranno effettuare la comunicazione annuale obbligatoria alle rappresentanze sindacali aziendali (RSA) ovvero alla rappresentanza sindacale unitaria (RSU) o, in mancanza, agli organismi territoriali di categoria delle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, con i dati relativi ai contratti di somministrazione stipulati nel 2020.

I dati obbligatoriamente richiesti sono:

•          il numero dei contratti di somministrazione di lavoro conclusi;

•          la durata dei contratti di somministrazione di lavoro conclusi;

•          il numero e la qualifica dei lavoratori utilizzati.

La comunicazione non dovrà prevedere il nome dei lavoratori somministrati, ma solo il dato numerico.

L’invio potrà avvenire tramite:

•          consegna a mano;

•          raccomandata con ricevuta di ritorno;

•          posta elettronica certificata (PEC).

Qualora l’azienda utilizzatrice non provveda all’assolvimento dell’obbligo comunicativo ovvero effettua una comunicazione non è corretta rispetto all’effettivo utilizzo dei lavoratori somministrati, è prevista una sanzione amministrativa da €. 250,00 a €. 1.250,00.

E’ stata pubblicata sul S.O. n. 46 alla G.U. 30 dicembre 2020, n. 322, la Legge 30 dicembre 2020, n. 178, contenente il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023 (c.d. Legge di Bilancio 2021), in vigore dal 1° gennaio 2021.

Di seguito le principali novità in materia di lavoro.

 

 Sgravi contributivi per l’assunzione di giovani under 36 (art. 1, commi 10-15)

 Per gli anni 2021 e 2022 l’esonero contributivo per l’assunzione di giovani under 36, come regolamentato dall’art. 1 c. da 100 e segg. (con esclusione degli apprendisti che conseguono la qualifica)  viene confermato in misura del 100%  nel limite di €. 6.000 annuali ((€. 500 mensili) per n. 36 mesi dall’assunzione a tempo indeterminato e per le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato.

L’esonero in questione viene esteso a 48 mesi per le assunzioni effettuate in una sede o unità produttiva ubicata nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna.

Per poter usufruire dell’esonero i datori di lavoro non devono aver proceduto nei 6 mesi precedenti l’assunzione, né procedano nei 9 mesi successivi, a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo ovvero a licenziamenti collettivi nei confronti di lavoratori inquadrati con la medesima qualifica nella stessa unità produttiva.

L’esonero è considerato aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19″ (C/2020/1863 del 19 marzo 2020) e l’efficacia delle disposizioni è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea.

 

Sgravio contributivo per l’assunzione di donne (art. 1, commi 16-19)

 Per le assunzioni di donne lavoratrici effettuate nel biennio 2021-2022, l’esonero contributivo di cui all’art. 4, commi da 9 a 11, della legge 28 giugno 2012, n. 92, (assunzione a tempo determinato esenzione contributiva 50% per 12 mesi;  trasformazione da tempo determinato a tempo indeterminato,  esenzione per ulteriori 6 mesi;  assunzione a tempo indeterminato, esenzione per 18 mesi)   è riconosciuto nella misura del 100% nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro annui (500 mensili).

Le assunzioni devono comportare un incremento occupazionale netto calcolato sulla base della differenza tra il numero dei lavoratori occupati rilevato in ciascun mese e il numero dei lavoratori mediamente occupati nei dodici mesi precedenti.

Per i dipendenti con contratto di lavoro a tempo parziale, il calcolo è ponderato in base al rapporto tra il numero delle ore pattuite e il numero delle ore che costituiscono l’orario normale di lavoro dei lavoratori a tempo pieno. L’incremento della base occupazionale è considerato al netto delle diminuzioni del numero degli occupati verificatesi in società controllate o collegate o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto.

Il beneficio è  considerato aiuto di Stato e l’efficacia subordinata all’autorizzazione della Commissione europea.

 

Fondo per l’esonero dal versamento dei contributi per autonomi e professionisti (art. 1, commi 20-22)

 E’ prevista l’istituzione del Fondo per l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali, con esclusione dei premi Inail, dovuti dai lavoratori autonomi e dai professionisti, con una dotazione finanziaria iniziale di 1 miliardo di euro per il 2021. Il Fondo è destinato a finanziare l’esonero parziale dal pagamento dei contributi previdenziali dovuti:

  1. dai lavoratori autonomi e dai professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell’INPS e dai professionisti iscritti agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza che abbiano percepito nel periodo d’imposta 2019 un reddito complessivo non superiore a 50.000 euro e abbiano subito un calo del fatturato o dei corrispettivi nell’anno 2020 non inferiore al 33% rispetto a quelli dell’anno 2019;
  2. dai medici, dagli infermieri e dagli altri professionisti ed operatori di cui alla Legge n. 3/2018, già collocati in quiescenza e assunti per l’emergenza derivante dalla diffusione del COVID-19.

I  criteri e le modalità per la concessione dell’esonero saranno definiti con decreti interministeriali.

 

Congedo di paternità (art. 1, commi 25 e 363)

Il congedo obbligatorio di paternità, viene elevato per l’anno 2021 da 7 a 10 giorni e previsto anche in caso di morte perinatale.

 

Decontribuzione Sud (art. 1, commi 161-169)

L’esonero contributivo già previsto dall’art, 27 c.1 del DL 104/2020 viene esteso per il periodo 2021-2029 in favore dei datori di lavoro del settore privato che operano nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, nella seguente misura:

  • 30% dei contributi previdenziali da versare fino al 31 dicembre 2025;
  • 20% dei contributi previdenziali da versare per gli anni 2026 e 2027;
  • 10% dei contributi previdenziali da versare per gli anni 2028 e 2029.

Per il periodo 1° gennaio 2021-30 giugno 2021, la misura è concessa in conformità al Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19, mentre per il periodo successivo (1° luglio 2021-31 dicembre 2029) è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea.

 

Rinnovo dei contratti a tempo determinato (comma 279)

Il termine entro il quale i contratti a tempo determinato possono essere rinnovati o prorogati – per un periodo massimo di 12 mesi e per una sola volta anche in assenza delle condizioni previste dall’art. 19, comma 1, del D.Lgs. n. 81/2015 (causali) è prorogato al 31 marzo 2021.

 

 Proroga Cassa Integrazione Ordinaria, Assegno Ordinario e Cassa Integrazione in deroga ed esonero contributivo alternativo (art. 1, commi  300-305)

Dal 1/1/2021, sono state previste ulteriori 12 settimane di CIGO, Assegno Ordinario e CIGD in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, esenti dal pagamento del contributo addizionale.

Le predette settimane devono essere collocate nel periodo ricompreso tra:

  • il 1 gennaio 2021 e il 31 marzo 2021 per i trattamenti di cassa integrazione ordinaria;
  • il 1 gennaio 2021 e il 30 giugno 2021 per i trattamenti di assegno ordinario e di cassa integrazione in deroga.

I periodi di integrazione salariale precedentemente richiesti e autorizzati ai sensi del Decreto 137/2020 (6 settimane) collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 1° gennaio 2021 sono imputati, ove autorizzati, alle predette 12 settimane.

Sono beneficiari i lavoratori assunti dopo il 25 marzo 2020 e in ogni caso in forza al 1 gennaio 2021

 

Esonero contributivo alternativo (art. 1, commi  306-308)

Viene riconosciuto, ai datori di lavoro che non richiedono l’intervento degli ammortizzatori sociali previsti dall’art. 1 c. 300 della Finanziaria 2021 e per un periodo massimo di 8 settimane da fruire entro il 31/3/2021, un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, ad esclusione dei premi Inail.  Tale esonero è attribuito nei limiti delle ore di integrazione salariale riconosciute nei mesi di maggio e giugno 2020 ed è, entro tale ambito, riparametrato ed applicato su base mensile.

Il beneficio è  considerato aiuto di Stato e l’efficacia subordinata all’autorizzazione della Commissione europea.

 

Blocco dei licenziamenti fino al 31 marzo (art. 1, commi 309-311)

E’ prorogato al 31 marzo 2021 il divieto di procedere a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo e a quelli collettivi per motivi economici.

Il divieto non si applica nei casi di licenziamenti motivati:

  • dalla cessazione definitiva dell’attività dell’impresa, conseguenti alla messa in liquidazione della società senza continuazione, anche parziale, dell’attività, nei casi in cui nel corso della liquidazione non si configuri la cessione di un complesso di beni o attività che possano configurare un trasferimento d’azienda o di un ramo di essa ai sensi dell’articolo 2112 del codice civile;
  • in caso di fallimento, quando non sia previsto l’esercizio provvisorio dell’impresa, ovvero ne sia disposta la cessazione. Nei casi in cui l’esercizio provvisorio sia disposto per uno specifico ramo dell’azienda, sono esclusi dal divieto i licenziamenti riguardanti i settori non compresi nello stesso;
  • nelle ipotesi di accordo collettivo aziendale, stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitatamente ai lavoratori che aderiscono al predetto accordo. Agli stessi viene riconosciuta l’indennità di disoccupazione Naspi.

 

Lavoratori fragili (art. 1, commi 481-484)

Dal  1 gennaio 2021 al 28 febbraio 2021 viene estesa la tutela che prevede l’equiparazione a malattia dei periodi di assenza dal lavoro dovuti a quarantena con sorveglianza attiva o permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva o di quarantena precauzionale, disposti dall’operatore di sanità pubblica. La norma già prevista dall’ art. 26 del DL 18/2020 (Cura Italia) prevede l’equiparazione del periodo di assenza dal servizio al ricovero ospedaliero, per i lavoratori dipendenti in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, ivi inclusi i lavoratori in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità.

Scritta il 04/01/2021 da Studio Tremolada e Associati

Il DL. 30/11/2020 n. 157 (cd. Ristori quater), all’art 2, ha previsto la sospensione dei versamenti fiscali e previdenziali scadenti nel mese di dicembre 2020, per i soggetti che esercitano attività d’impresa, arte o professione:

I soggetti che potranno fruire della sospensione dei versamenti sono coloro che esercitano attività d’impresa, arte o professione:

1) con domicilio fiscale, sede legale o sede operativa in qualsiasi area del territorio nazionale se rispettano congiuntamente le seguenti condizioni:

  • conseguimento, nel periodo d’imposta 2019, di ricavi o compensi pari o inferiore a 50 milioni di euro;
  • diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di novembre 2020 di almeno il 33% rispetto al mese di novembre 2019;

 

2)  con domicilio fiscale, sede legale o sede operativa in qualsiasi area del territorio nazionale, senza la necessità di dover rispettare le condizioni precedentemente indicate al punto 1, se esercenti le attività sospese per effetto di quanto previsto dall’art. 1 del DCPM3/11/2020;

 

3) ai soggetti che esercitano le attività dei servizi di ristorazione con domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle c.d. “zone arancioni” o “zone rosse”, come individuate dal Ministro della salute della Salute con ordinanza del 26.11.2020 ovvero: zona arancione: Puglia, Basilicata, Umbria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Liguria, e Sicilia; zona rossa: Valle d’Aosta, Lombardia, Calabria, Piemonte, Campania, Toscana, Abruzzo e Provincia autonoma di Bolzano.

 

4)  ai soggetti rientranti nei settori economici indicati nell’Allegato 2 al DL 149/2020 ovvero ai soggetti che esercitano l’attività alberghiera, l’attività di agenzia di viaggio o di tour operator, con domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle c.d. “zone rosse”, come individuate dal Ministro della salute della Salute con ordinanza del 26.11.2020 ovvero zona rossa: Valle d’Aosta, Lombardia, Calabria, Piemonte, Campania, Toscana, Abruzzo e Provincia autonoma di Bolzano;

 

5) ai soggetti che hanno intrapreso l’attività di impresa, arte o professione in data successiva al 30 novembre 2019, senza ulteriori condizioni.

 

7I versamenti da effettuare nel mese di dicembre 2020 oggetto di “sospensione” sono:

  • Iva periodica per i contribuenti mensili relativa al mese di novembre 2020 (scadenza 16/12/2020);
  • acconto IVA 2020 (scadenza 28/12/2020);
  • ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati e delle trattenute relative alle addizionali regionali e comunali Irpef (scadenza 16/12/2020);
  • contributi previdenziali e assistenziali (scadenza 16/12/2020).

I citati versamenti oggetto di sospensione potranno essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi:

  • in un’unica soluzione entro il 16/03/2021;
  • con il pagamento di quattro rate mensili di pari importo, versando la prima rata il 16/03/2021.

 

Documentazione

Scritta il 07/12/2020 da Studio Tremolada e Associati

Decreto “RISTORI BIS”

 

Il DL 149 del 9/11/2020 pubblicato in pari data in GU n. 279 ”Ristori bis”, dispone la sospensione dei versamenti tributari e dei contributi scadenti nel corrente mese di novembre per le attività chiuse e per quelle che subiscono restrizioni a favore dei soggetti particolarmente danneggiati dagli effetti del Covid-19.

L’art. 7 prevede che per i soggetti che esercitano le attività economiche sospese ai sensi dell’art. 1, DPCM 3 novembre 2020, aventi domicilio fiscale, sede legale o sede operativa in qualsiasi area del territorio nazionale, per coloro che esercitano le attività di ristorazione ovvero le altre attività ricomprese nell’allegato 2 del DL 149, che hanno domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale con scenario di elevata (cd: zona arancione) o massima gravità e da un alto livello di rischio (cd: zona rossa), sono sospesi i termini che scadono nel mese di novembre 2020 relativi ai:

  • versamenti delle ritenute alla fonte di cui agli artt. 23 e 24, Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e alle ritenute relative all’addizionale regionale e comunale operate in qualità di sostituti d’imposta;
  • i versamenti sull’imposta sul valore aggiunto.

Il  successivo art. 11, prevede che i versamenti contributivi dovuti nel mese di novembre 2020 sono sospesi anche per i datori di lavoro privati appartenenti ai settori individuati dall’allegato 1 al Decreto Ristori-bis (documento allegato in calce alla presente), fatta eccezione per i premi dovuti all’INAIL, nonché per i datori di lavoro aventi unità produttive od operative nelle aree del territorio nazionale, caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio altro come individuato con ordinanza del Ministro della salute.

Per maggior chiarezza di seguito riportiamo tabella riepilogativa

 

SOSPENSIONE CONTRIBUTI

Per il Territorio Nazionale: SOSPENSIONE SOLO CONTRIBUTI, NO PREMI INAIL, per i codici Ateco di cui all’allegato 1 (documento allegato in calce alla presente)

 Per le ZONE ROSSE: SOSPENSIONE CONTRIBUTI E PREMI INAIL, per i codici Ateco di cui all’allegato 2 (documento allegato in calce alla presente)

 

SOSPENSIONE VERSAMENTI TRIBUTARI

Per il Territorio Nazionale  per le attività di:  palestre,  piscine,  centri natatori, centri  benessere,  centri  termali, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi, piscine  e  palestre,  l’attività sportiva di base e l’attività’ motoria in  genere  svolte  all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casino’, attività delle sale cinematografiche, sale da ballo e discoteche  e  locali  assimilati. (Vedi art. 1 DPCM 3/11/2020)

Per le Zone arancioni: servizi di ristorazione

 Per le Zone rosse, servizi di ristorazione, attività alberghiera, di agenzia di viaggio, di tour operator e per  i codici Ateco di cui all’allegato 2 (documento allegato in calce alla presente)

 

I contributi, i premi Inail e le ritenute fiscali sospese, dovranno essere versate senza applicazione di sanzioni e interessi:

  • in un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021
  • oppure in massimo n. 4 rate mensili di pari importo, di cui la prima scadente il 16/3/2021

 

Allegato 1 e 2 DL 9 novembre 2020 n. 149:

Documentazione

Scritta il 11/11/2020 da Studio Tremolada e Associati